Il fucile da caccia (Ryōjū, 1949) di Inoue Yasushi

L’Amore brucia l’anima

Johnny Cash cantava “Bound by wild desire I fell in to a ring of fire” (legato dal desiderio selvaggio Sono caduto in un anello di fuoco). L’Amore brucia l’anima, sì. Ma l’amore traditore non si limita ai due amanti: le fiamme potrebbero divampare e distruggere tutti quelli che si trovano intorno, devastandoli.

Il fucile da caccia è la confessione di Misugi Josuke al poeta-narratore: una storia d’amore clandestino che ha scandito per anni la sua vita, avvelenandola e, allo stesso tempo, riempendola di una passione irreprimibile. Misugi si rispecchia nel protagonista della poesia Il fucile da caccia pubblicata dal narratore, nella quale un malinconico cacciatore avanzava col peso del fucile in una fredda landa desolata. Colpito dall’empatia del poeta e convinto di essere lui l’uomo che ha ispirato i versi, decide di abbattere il velo della menzogna che avvolge la sua vita e spedisce al poeta tre lettere di altrettante donne. La moglie Midori, la cognata-amante Saiko e Shoko, la nipote, figlia dell’amante.

 

Amore. Tradimento. Morte.

La rivelazione di un amore segreto fuori dal matrimonio porterà a galla l’amara verità, coinvolgendo le tre donne in un torbido abisso di dolore. Se in vita erano già immerse nell’oscuro mare placido della menzogna, l’esasperazione della moglie per la prolungata mancanza di affetto del marito (non tanto per il doppio tradimento di sua sorella con lui) fa smuovere le acque sino a risucchiarle in un vortice di disperazione. La tragedia annichilisce le donne che covano con contegno il loro disprezzo (per Misugi e per loro stesse), ma contemporaneamente allevia il loro spirito per la conclusione della falsità.

Può esistere un amore che non riceve i raggi del sole, che non si sa dove nasca e dove vada a finire, sepolto nelle viscere della terra come un canale sotterraneo? (…) Un amore che si può salvare solo al prezzo della malvagità? Perché i due amanti si rendono conto di essere malvagi. Solo la solitudine e la morte può riscattare il loro amore. Come nella poesia, al traditore non rimane che vagare “nel bianco alveo di un fiume desolato, chissà dove”, e trasportare solitario il proprio demone-serpente.

Perché consiglio di leggere Il fucile da caccia:

Ogni persona ha una vita intima che non segue le regole del Bene o del Male. I desideri più reconditi sono nascosti, non tanto per vergogna, ma perché, una volta rivelati farebbero del male ai propri cari. Allo stesso tempo, il nostro demone ci nutre e ci divora da dentro.

Inoue Yasushi
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...